Seconde squadre: servono davvero al calcio?

5' di lettura 04/05/2022 - Tra le diverse tematiche riprese recentemente, ci si sofferma su quella relativa alle seconde squadre, viste come punti di forza, se sfruttate nel modo giusto, per il calcio del presente e soprattutto del futuro.

In Italia l’esempio più evidente arriva di sicuro dalla Juventus, società capace di costruire una seconda squadra competitiva a lungo termine, ovvero l’under 23, che gioca in Lega Pro e punta prepotentemente alla Serie B, massima divisione alla quale potrà ambire, essendoci la prima squadra – della medesima società – nel massimo campionato. Occorre, in ogni caso, raccogliere maggiori informazioni sull’efficacia tecnica di due squadre attive sulle stesse linee: un rischio preventivato, è, infatti, l’eventuale disperdersi del pubblico e delle risorse di marketing.

Altre squadre che meritano attenzione sono Sassuolo, Empoli e Atalanta; gli emiliani possono contare diversi giovani calciatori italiani, ormai presenti stabilmente in prima squadra, molti dei quali titolari. Il club toscano e quello lombardo contano invece il maggior minutaggio per quanto riguarda giocatori italiani, spesso presi dalla propria Primavera.

Seconde squadre nel calcio: le italiane

Se si dovesse analizzare la funzione delle seconde squadre in Italia, a saltare all’occhio sarebbe senza dubbio la Juventus U23, ormai squadra a tutti gli effetti in Lega Pro. In pochissime stagioni, i talenti bianconeri hanno messo in mostra non soltanto tecnica e qualità, bensì un’ottima prospettiva di crescita, tanto da permettere a molti di loro di esordire in prima squadra e iniziare il giro di prestiti tra squadre cadette e squadre di Serie A. Su tutti, gli esempi più concreti sono Nicolò Fagioli e Filippo Ranocchia, il primo con la Cremonese e l’altro con il Vicenza, entrambi in Serie B e protagonisti a tutti gli effetti. Da menzionare anche Fabio Miretti che, dopo qualche sporadica occasione, ha esordito dal primo minuto in prima squadra contro il Venezia, evidenziando non soltanto le sue ottime doti, ma anche una mentalità matura per un centrocampista classe 2003.

L’Atalanta merita un discorso a parte, poiché la compagine bergamasca ha un’ottima primavera, costruita nel corso degli anni con intelligenza e molta pazienza. I tanti giovani – italiani e non – che fanno parte delle seconde linee della Dea, arrivano proprio dai settori giovanili della stessa. A differenza di altre società e realtà (tra calcio italiano ed estero) la società lombarda preferisce dare fiducia, e minuti, ai propri talenti. Nel corso di questi tre anni e poco più, infatti, l’Atalanta ha costruito una squadra formata da giocatori esperti e calciatori giovani, con grinta e qualità e, soprattutto, con tanto da dimostrare. Attualmente a far parte della prima squadra c’è il difensore Giorgio Scalvini, guadagnatosi un posto da titolare. Anche in quest’occasione non mancano i vari prestiti, come Lovato al Cagliari e Del Prato al Parma. Il modello atalantino è comunque da utilizzare come esempio per tutte le altre compagini.

Seconde squadre straniere: Germania, Inghilterra e Spagna

Soffermandoci sulla questione seconde squadre nel calcio straniero, gli esempi possono essere molteplici, soprattutto facendo riferimento ai top 5 campionati europei e alle squadre più conosciute e blasonate. Lente di ingrandimento su diverse nazioni, ovvero Germania, Inghilterra e Spagna. Le varie squadre interessate sono Bayern Monaco, Liverpool, Manchester City e Barcellona.

La compagine tedesca conta il Bayern Monaco II nella Regionnalliga, quarta divisione, con appena nove stranieri su una rosa di trentuno giocatori. Liverpool U23 e Manchester City U23 hanno due delle migliori squadre riserve dell’Inghilterra, che giocano appunto nella Premier League 2 (il campionato riserve). La squadra di Manchester ha una media di età di 18,7 anni e dieci stranieri su ventidue. La squadra del Liverpool ha invece solo venti giocatori e sei stranieri, con una media di età pari a 19,1 anni. Si passa infine al Barcellona B, vero e proprio esempio di cantera sforna talenti. Attualmente nella Primera División RFEF – terza serie calcistica spagnola – permette ai blaugrana di costruire una squadra giovane e sempre competitiva a livello mondiale.

Altri esempi stranieri arrivano da Francia, Olanda e Portogallo, con Lione, Ajax e Benfica attente al proprio vivaio e spesso in grado di valorizzare alcuni giovani talenti in prima squadra. La compagine olandese, negli ultimi anni, è riuscita anche a guadagnare economicamente su alcuni talenti cresciuti e formati, come ad esempio Matthijs de Ligt, giocatore della Juventus. Il Benfica Juniores ha vinto invece l’ultima edizione della UEFA YOUTH LEAGUE, competizione calcistica a caratura europea (la Champions League degli under 19), battendo il Salisburgo U19 per 0-6.

Seconde squadre nel calcio: pro e contro

Dopo aver analizzato le varie realtà che danno spazio e fiducia alle seconde squadre, è giunto il momento di tirare le somme. Valorizzare le seconde squadre potrebbe rappresentare un grandissimo passo in avanti, soprattutto per il calcio italiano. Porterebbe alla crescita di giovani utili anche in chiave nazionale. D’altro canto, si rischierebbe di oscurare le “piccole” della Serie C, che ogni anno lottano per compiere un miracolo calcistico e scrivere una pagina di storia arrivando anche in cadetteria.

Bisogna dunque tenere conto delle varie situazioni, seguendo l’esempio di Atalanta e Juventus per l’Italia, e Barcellona e Manchester City per quanto riguarda l’estero.






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2022 alle 19:22 sul giornale del 04 maggio 2022 - 6 letture

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